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mercoledì, 21 febbraio 2007

IN CRISI...

Roma 19.53 - Via del Policlinico 131 -  Sono 5 ore che non lascio il computer. Seguo passo passo il destino di questo governo, che era anche il mio governo e sono sempre più amareggiata, perchè quello che è chiaro è che l'esito del voto di oggi in Senato sà molto di complotto. Adesso si dà colpa ai dissidenti, che sono stati stupidi, ma che nn sono l'unica causa di questa sconfitta. Determinante infatti è stato anche il voto dei due senatori a vita.
Il telefono squilla, in molti danno la colpa a noi, che abbiamo la rabbia di chi ha fatto di tutto per scongiurare questa conclusione dando un'indicazione precisa di voto e che per un irresponsabile...

E adesso? Sono pronta a scommettere che  andranno ad un allargamento della maggioranza, includendo l'udc....ci hanno messo in un angolo.

postato da: anaismoon alle ore 19:11 | link | commenti (4)
categorie: sinistra, governo
mercoledì, 14 febbraio 2007

Amato terrorista: non cadiamo nella trappola

Sabato a Vicenza si rischia di nuovo il macello. Il governo, stupidamente, sembra che stia chiamando gli scontri per screditare la manifestazione e dunque bollare come violenti coloro che si oppongono alla base.
Non ci si ricorda però che mandare quella gente a prendersi le manganellate da una polizia incattivita, vuol dire mandare al macello chi ti ha votato, quel movimento per la pace che ha grandemente contribuito alla sconfitta di berlusconi...

da www.corriere.it:

Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato (Ansa)
Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato (Ansa)
ROMA -
La manifestazione di Vicenza di sabato prossimo, organizzata per protestare contro l'allargamento della base Nato attorno all'aeroporto Dal Molin, potrebbe essere l'occasione per una recrudescenza del clima di diffusa ostilità nei confronti della politica e delle forze dell'ordine. Un appuntamento che, alla luce dei recenti fatti di cronaca negli stadi e degli arresti del gruppo di neobrigatisti - molti dei quali provenienti proprio dall'area dell'antagonismo veneto - scaturiti dall'inchiesta della procura di Milano, potrebbe finire col convogliare forme di odio e di violenza nei confronti degli agenti di polizia. E' questo uno dei passaggi dell'intervento alla Camera del ministro dell'Interno, Giuliano Amato (■ Guarda il video). Per il responsabile del Viminale la manifestazione potrebbe essere l'occasione di «saldare spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell'ordine». Per questo, ha sottolineato Amato, sarà necessario che «che tutti coloro che siedono in questo Parlamento in quella occasione esprimeranno invece l'atteggiamento opposto».

postato da: anaismoon alle ore 15:01 | link | commenti
categorie: manganelli, repressione, polizia, scontri
lunedì, 12 febbraio 2007

Non si spezzano le ali alle farfalle

venerdì 09 febbraio 2007
Ai cittadini ed alle cittadine del Mondo
Per conoscenza agli organi di stampa


Venerdì 9 febbraio 2007: stamattina la sveglia ha il rumore di una telefonata della Digos. Ci chiedono di presentarci in Questura per ricevere la notifica di due denunce rivolte a tre di noi. "Manifestazione pubblica non autorizzata" e "Interruzione di pubblico servizio", questo è quanto si legge sulla carta straccia che ci presentano. Due diciture giuridiche, due porcate che si nascondono dietro alle sigle di articoli del Codice di Pubblica Sicurezza e del Codice Penale. Ma dietro a quelle sigle asettiche c'è solo repressione e controllo, c'è la vergogna di chi occulta le prove del Processo della Diaz e poi si permette di parlare di legalità a chi, a volto scoperto, manifesta le proprie idee, chiede un Mondo di Pace ed agisce per costruirlo.
Pensano di fermarci ma non sono capaci di imparare dai loro errori. Come un anno e mezzo fa, a Firenze, quando i manganelli di quei robocop con il volto coperto calarono su di noi, cercarono di spezzarci le ali, di fermare il nostro volo. Ottennero solo di vederci a testa alta, attraversare quella violenza per sottrarle i compagni e le compagne che venivano aggrediti. Le mura di questa città ci videro continuare, sempre più convinti, sempre più forti e decisi.
Oggi, qui, le Farfalle Rosse rilanciano la propria azione. Il percorso verso Vicenza si intensificherà di ora in ora. La città sarà bloccata, per la Pace e contro la repressione. In questo momento l'unico atto decente e legittimo che potrebbero compiere gli abitanti delle buie stanze del potere è quello di andarsene. Le dimissioni del questore, del prefetto, e di tutti i dirigenti di Polizia sono un atto dovuto, chiesto dalla partecipazione della cittadinanza alle nostre azioni.
Fino ad allora saremo nelle strade e nelle piazze, ci riprendiamo la città.



Da uno dei centri insurgenti
Del movimento pacifista
Un' interconnessione sentimentale che si chiama
Farfalle Rosse.

www.farfallerosse.org

postato da: anaismoon alle ore 15:05 | link | commenti (1)
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In technology we trust

Il Trusted Computing, o più brevemente TC, (informatica fidata) è un insieme di componenti hardware-software e di specifiche che dovrebbero rendere i computer di prossima generazione più 'sicuri'. Il TC è promosso dal consorzio TCG (Trusted Computing Group), composto dalle principali compagnie informatiche internazionali. In sostanza, grazie a questo sistema, i computer potrebbero consentire soltanto l'accesso o l'esecuzione di software specificamente autorizzato. Secondo Richard Stallman, informatico di fama mondiale, «In passato si sono avuti problemi isolati per via di queste caratteristiche. Il trusted computing renderà tali fenomeni pervasivi. Un nome più appropriato potrebbe essere treacherous computing (informatica infìda), proprio perché il progetto è quello di far sì che i computer disattendano sistematicamente le istruzioni del proprietario».
http://www.youtube.com/watch?v=253L0Cik3k8
www.no1984.org

postato da: anaismoon alle ore 14:42 | link | commenti
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giovedì, 08 febbraio 2007

Class action: storia di una rivolta americana

Stamattina non ho tanto tempo, dunque vi lascio solo il link dell'articolo di repubblica http://www.repubblica.it/2007/02/sezioni/esteri/donne-wal-mart/donne-wal-mart/donne-wal-mart.html

postato da: anaismoon alle ore 10:07 | link | commenti
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mercoledì, 07 febbraio 2007

Quanto mi diverto...

www.restainmovimento.it

clikkate e ditemi che ne pensate!

postato da: anaismoon alle ore 16:22 | link | commenti (2)
categorie: sinistra, linguaggio, proforma, restainmovimento
domenica, 04 febbraio 2007

Filippo Raciti: lettera di Haidi Giuliani

Filippo è morto.Sul lavoro. Ne muoiono in media tre al giorno, sul lavoro, uccisi dalla precarietà, dallo sfruttamento, dalla mancanza di rispetto delle regole, dal Mercato. Ma Filippo ha una divisa, dello Stato. Ho sempre sofferto, per ogni morte; da cinque anni ogni morte mi fa soffrire il doppio e Filippo, a parte la divisa, potrebbe essere mio figlio. Chi è responsabile della morte di Filippo? Dicono gli Ultras, i criminali, dicono. M a chi ha da sempre, l'interesse a fomentare la tifoseria, ad eccitare gli animi? Il Mercato, naturalmente. Chi si autoassolve quando eccezionalmente vengono alla luce gliacquisti dei risultati finali, la compravendita di partite intere, la corruzione dei giudici (tali ci spiegano sono gli arbitri di un incontro di calcio)? I padroni del Mercato, ancora e sempre loro. Nel caso di Catania, in particolare, forti tensioni tra cittadini e Forze dell'Ordine si verificano già nei giorni immediatamente precedenti alla partita: non riguardano la tifoseria, riguardano il contrasto alla mafia in un quartiere cittadino che coinvolge donne e ragazzini. Di questo non veniamo informati dai grandi media che oggi mostrano tanto intreresse intorno alla morte di Filippo: la rivolta fuori dallo stadio si scatena, imprevedibile. Imprevedibile? Ma non avevano detto che si trattava di una partita a rischio? Perchè non è stata sospesa? Perchè non si è sospesa neanche quando i gas lacrimogeni hanno iniziato a invadere il campo? Neppure quando Filippo a cominciato a morire? Chi è responsabile della morte di Filippo? Spesso giovani tifosi mi hanno raccontato che, fermati dopo una partita, sono stati portati in caserma e costretti a percorrere il "corridoio": due file di poliziotti che con manganelli, calci, pugni e sputi colpiscono alla cieca. Nessun verbale di fermo, nessuna denuncia. Una punizione, o una prova di forza, che hanno conosciuto anche i manifestanti di varia nazionalità portati nella caserma di Bolzaneto, nel 2001 qui a Genova. C'è un processo in corso a carico dei dirigenti delle varie polizie che tuttavia non sono stati sospesi: molti di loro, al contrario, sono stati promossi e, come i colleghi presenti alla Diaz, ricoprono incarichi di grande responsabilità. A Bologna la procura ha aperto recentemente le indagini su strani personaggi che affiancavano la polizia locale in operazioni di ordine pubblico: sembra che facciano parte di un'associazione privata denominata  Corpo delle Pattuglie Cittadine; nel giugno 2005 si sono particolarmente distinti nel pestaggio di cittadini che manifestavano la loro contrarietà ad una parata militare, agendo fianco a fianco con i poliziotti. Sono solo alcuni esempi: che c'entrano con Filippo che non tornerà più a casa dai suoi bambini? C'entrano, secondo me, c'entrano molto. Perchè è inutile continuare a rivolgere appelli di pace al popolodelle tifoerie e chiedere che gli infiltrati e i violenti vengano isolati: questo non può avvenire finchè il ragazzo che va allo stadio vedrà nel poliziotto di fronte a lui il nemico. E' inutile, come ho già scritto troppe volte, trasmettere fiction televisive con commissari integerrimi e carabinieri eroici. E' inutile, anzi dannoso, rilasciare indiscriminati attestati di fiducia e solidarietà alle forze dell'ordine, sostenendo una generica difesa corporativa che scontenta tutti, a cominciare proprio da quegli agenti che vorrebbero veder riconosciuto il loro lavoro, pulito e onesto. Inutile: se davvero si vuole ricucire un rapporto di fiducia con la cittadinanza, tutta, occorre prima far pulizia negli apparati, cominciare a denunciare gli innumerevoli abusi commessi da uomini in divisa; occorre riprendere con decisione quell'opera di educazione democatica all'interno delle caserme che, ricordo, il popolo della sinistra chiedeva negli anni settanta e che abbiamo dimenticato strada facendo. E occorre dire ai padroni del Mercato, di fare un passo indietro. Anche per rispetto a Filippo.

da liberazione 04/02/07

giovedì, 01 febbraio 2007

Il 19 febbraio 2007 Giornata della lentezza

“La giornata è dedicata a quanti hanno la prepotente sensazione che il mondo giri troppo in fretta per rimanervi in equilibrio; un equilibrio che diventa sempre più precario per chi vive e lavora nelle nostre città, assecondando tempi tiranni con sforzi disumani”, dichiara Bruno Contigiani, presidente dell’Associazione L’Arte del Vivere con Lentezza (www.vivereconlentezza.it). “Non è necessario fermare il mondo e cercare di scendere: rallentare e riappropriarci del nostro tempo è possibile partendo da gesti anche piccolissimi del quotidiano, cosa che proponiamo di iniziare a fare dal prossimo 19 febbraio alle persone che riconoscono nell’affanno la regola delle proprie giornate”.
    Mi sembra una buona iniziativa che deve farci riflettere sui tempi di vita e tempi di lavoro, tempi della politica e tempi del consumo, insomma su tutte le accelerazioni che il mondo di oggi ci impone non permettendoci di valorizzare quelle che sono le cose importanti della vita, costringendoci alla subalternità di una vita in una catena di montaggio infinita. Ovvero, come i criceti.

postato da: anaismoon alle ore 14:35 | link | commenti (2)
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Placanica scomodo

La verità fà male. Forse è quello che pensano anche gli apparati delle forze dell'ordine da quando Mario Placanica ha deciso di smontare la tesi che lo vedeva responsabile della morte di Carlo Giuliani.
Intanto di commissioni parlamentari sul G8 ancora neanche l'ombra...
Qua sotto il link all'articolo del corriere.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/placanica.shtml