Ieri 30 gennaio le forze dell'ordine hanno sgomberato l'atelier occupato ESC nel quartiere San Lorenzo, Roma.
Questo il comunicato degli occupanti:
Comunicato di ESC-Roma
Questa mattina alle ore 7 viene sgomberato ESC, spazio occupato nel quartiere di San Lorenzo, luogo di interfaccia tra università e metropoli che da due anni produce iniziative culturali, politiche e formative. Tutto ciò accade nel momento in cui veniva da poco conclusa la trattativa, che ha visto allo stesso tavolo proprietà, occupanti e Comune di Roma: l’accordo raggiunto consisteva nell’assegnazione dello spazio con l’intermediazione del Comune di Roma. Questa mattina l’inaspettato e paradossale colpo di mano. Prefettura e Magistratura, in compagnia del proprietario dello stabile e alla presenza dei vertici di Digos e Questura, procedono allo sgombero dello spazio, sequestrando i materiali contenuti all’interno, procedendo al cambio di serratura e sigillando i locali, nonchè presidiando l’intera zona con camionette, poliziotti e carabinieri al fine di bloccare l’accesso. Se l’iniziativa di Prefettura e Magistratura fosse effettivamente avvenuta in modo isolato e slegato dall’amministrazione comunale, così come quest’ultima sostiene, ciò indicherebbe una loro preoccupante autonomizzazione e libertà di azione contro chi costruisce spazi sociali autogestiti in questa città, che una volta di più si rivela solo apparentemente pacificata. Se così fosse, ancora, il Comune di Roma - conseguentemente alle predicate istanze di "democrazia partecipativa" - deve prendere una decisa e inequivocabile posizione politica nei confronti di quanto avvenuto, formalizzando in via definitiva la trattativa e rendendo immediatamente esecutiva l’assegnazione dello spazio. Una cosa è certa: indipendentemente dallo scontro di poteri evidentemente in atto nella Città di Roma, i movimenti si riprenderanno i loro spazi.
Mobilitazione ore 16 piazzale Aldo Moro (università La Sapienza)
Esc - Roma
Alle 18,00 il centro sociale è stato rioccupato senza scontri e senza il minimo intervento delle forze dell'ordine. La cosa fa pensare che effettivamente possa essere stata un'azione slegata dei vertici di polizia e proprietà senza l'accordo con il comune. La stretta sugli spazi sociali occupati nella capitale comunque inizia ad essere evidente, a pochi mesi dallo sgombero dell' ANGELO MAI.
Nei prossimi giorni vedo di mettere on-line foto e filmati.
Il nuovo radicamento della destra è preoccupante. Questo per due motivi.
Il primo è scontato e banale: quando le forze della destra prendono piede, la società che ne deriva assume l'intolleranza, il nazionalismo, l'individualismo e il razzismo come tratti caratteristici.
Il secondo deve invece farci riflettere: la destra radicale, sta vivendo un nuovo periodo di diffusione e espansione nelle scuole, nella società sui temi della sinistra, sui nostri temi. Questo vuol dire che la colpa di questa ondata è anche nostra, di una sinistra che si è allontanata dai temi e dalle esigenze sociali, forse per inseguire troppo alti ideali o per il viziaccio che abbiamo di immaginarci un futuro migliore. A volte però parliamo un'altra lingua. Distante da quelli a cui dovremmo rivolgerci. Incomprensibile per i nostri interlocutori.
Così hanno cominciato loro a parlare una lingua semplice, che si rivolge alla gente denunciando i problemi che vive ogni giorno.
Consenso.
Facile.
Da quando in qua sinistra non vuol dire sociale?
Da quando in qua precarietà, casa...sono parole d'ordine che lasciamo agli altri?
Non è il caso di correggere la rotta?
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