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martedì, 17 luglio 2007

20 luglio: corteo della polizia a Genova

Questa volta non ci volevo proprio credere. E' di oggi la notizia che a Genova quest'anno, per l'anniversario della morte di Carlo, non ci sarà solo il solito corteo commemorativo, ma anche un corteo del Coisp, sindacato di Polizia. Scendono in piazza sotto il provocatoriuo slogan "l'estintore come strumento di pace", perpetrando la balla colossale che l'estintore di Carlo potesse essere di qualche pericolo per coloro che occupavano la camionetta dei carabinieri, dove più di una foto fatta di profilo, e non per intenderci quella che è stata fatta circolare su tutti i giornali, mostra come Carlo sia distante dalla camionetta al momento dello sparo.
Però per fare un corteo c'è bisogno di un permesso della questura...se questo permesso è stato dato e non verrà revocato l'affronto sarà enorme.

Pura e semplice provocazione, che nel momento in cui inizia a saltar fuori la verità, cerca di far cadere il movimento nella trappola della violenza, per screditarlo, e continuare a giustificare il comportamento delle forze dell'ordine nel 2001.

Non cadiamo nella trappola! Il 20 luglio non risponderemo alle provocazioni.

postato da: anaismoon alle ore 10:22 | link | commenti (2)
categorie: genova, 2001, manganelli, carabinieri, giuliani, bolzaneto, massacro, diaz, g8
mercoledì, 13 giugno 2007

la Diaz come una macelleria

   
Finalmente qualcuno incomincia a parlare...incollo di seguito l'articolo del corriere della sera.
Uno dei feriti uscito dalla scuola Diaz (Internet)
Uno dei feriti uscito dalla scuola Diaz (Internet)
GENOVA
- Sugli incidenti accaduti a Genova in occasione del G8 è arrivata un'ammissione importante: «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È questa la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. In aula, Fournier ha fornito infatti una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, ma veri e propri pestaggi ancora in atto.
«I POLIZIOTTI HANNO INFIERITO» - «Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto Fournier - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. «Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano».
«HO DETTO DI CHIAMARE LE AMBULANZE» - Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze». Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo».
«HA SBAGLIATO A TACERE» - «Il dottor Michelangelo Forrnier - scrive in un comunicato il Comitato Verità e Giustizia per Genova - ha sbagliato a tacere per sei anni su quello che ha visto dentro la scuola Diaz. Proprio lo "spirito di appartenenza" avrebbe dovuto spingerlo a raccontare tutto e subito. Solo così avrebbe servito nel migliore dei modi, con lealtà e responsabilità, lo stato di cui è funzionario. Ad ogni modo, sia pure in ritardo, ha raccontato ciò che ha visto, confermando le testimonianze di decine di persone. Il dottor Fournier ha parlato di "macelleria messicana". L'attuale ministro degli Esteri, nel 2001, parlò di "notte cilena". Si ricorre all'esotismo, ma siamo di fronte a una "perquisizione all'italiana" che ha macchiato la credibilità della polizia e dello stato. A questo punto chiediamo: il capo della polizia non ha niente da dire? Il ministro degli Interni farà finta di nulla anche stavolta? Il parlamento continuerà a tenere in un cassetto la legge sulla commissione d'inchiesta?
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA - «La testimonianza resa da Michelangelo Fournier è l'ennesima conferma della necessità di istituire quella commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, prevista nel programma di governo dell'Unione e che il centrodestra, nella precedente legislatura, ha sempre negato». Lo afferma il vice presidente della Camera e parlamentare della Sd, Carlo Leoni, commentando la deposizione di oggi presso il tribunale penale di Genova.

postato da: anaismoon alle ore 16:20 | link | commenti
categorie: giustizia, genova, 2001, manganelli, repressione, polizia, carabinieri, scontri, diaz, g8
martedì, 13 marzo 2007

Giustizia europea x Carlo Giuliani

 
Il corpo inanime di Carlo Giuliani in piazza Alimonda a Genova (Reuters)
STRASBURGO (Francia) - La Corte europea dei diritti dell'uomo (Cedu) ha dichiarato «ricevibile» il ricorso presentato dai genitori e dalla sorella di Carlo Giuliani, morto a Genova nel 2001 durante gli scontri avvenuti in occasione del vertice del G8.
Le udienze del processo della Corte di Strasburgo potrebbero cominciare prima dell’estate e saranno pubbliche. La Corte si pronuncia sulle responsabilità legate alla violazione dei diritti umani, cioè su un campo di azione più ampio dei singoli addebiti penali.

Speriamo che l'immobilità del parlamento italiano in merito alla creazione della commissione d'inchiesta e  l'indifferenza connivente  dell'apparato di giustizia del nostro stato sia surclassata dall'intervento di un tribunale di respiro europeo. Aspettiamo pazienti e per nulla rassegnati, che qualcuno abbia il coraggio di consegnare alla Storia la verità su quelle giornate cilene vissute in una delle nostre città, della nostra democrazia....

postato da: anaismoon alle ore 10:17 | link | commenti
categorie: giustizia, genova, 2001, repressione, carabinieri, giuliani, placanica, scontri, g8
domenica, 04 febbraio 2007

Filippo Raciti: lettera di Haidi Giuliani

Filippo è morto.Sul lavoro. Ne muoiono in media tre al giorno, sul lavoro, uccisi dalla precarietà, dallo sfruttamento, dalla mancanza di rispetto delle regole, dal Mercato. Ma Filippo ha una divisa, dello Stato. Ho sempre sofferto, per ogni morte; da cinque anni ogni morte mi fa soffrire il doppio e Filippo, a parte la divisa, potrebbe essere mio figlio. Chi è responsabile della morte di Filippo? Dicono gli Ultras, i criminali, dicono. M a chi ha da sempre, l'interesse a fomentare la tifoseria, ad eccitare gli animi? Il Mercato, naturalmente. Chi si autoassolve quando eccezionalmente vengono alla luce gliacquisti dei risultati finali, la compravendita di partite intere, la corruzione dei giudici (tali ci spiegano sono gli arbitri di un incontro di calcio)? I padroni del Mercato, ancora e sempre loro. Nel caso di Catania, in particolare, forti tensioni tra cittadini e Forze dell'Ordine si verificano già nei giorni immediatamente precedenti alla partita: non riguardano la tifoseria, riguardano il contrasto alla mafia in un quartiere cittadino che coinvolge donne e ragazzini. Di questo non veniamo informati dai grandi media che oggi mostrano tanto intreresse intorno alla morte di Filippo: la rivolta fuori dallo stadio si scatena, imprevedibile. Imprevedibile? Ma non avevano detto che si trattava di una partita a rischio? Perchè non è stata sospesa? Perchè non si è sospesa neanche quando i gas lacrimogeni hanno iniziato a invadere il campo? Neppure quando Filippo a cominciato a morire? Chi è responsabile della morte di Filippo? Spesso giovani tifosi mi hanno raccontato che, fermati dopo una partita, sono stati portati in caserma e costretti a percorrere il "corridoio": due file di poliziotti che con manganelli, calci, pugni e sputi colpiscono alla cieca. Nessun verbale di fermo, nessuna denuncia. Una punizione, o una prova di forza, che hanno conosciuto anche i manifestanti di varia nazionalità portati nella caserma di Bolzaneto, nel 2001 qui a Genova. C'è un processo in corso a carico dei dirigenti delle varie polizie che tuttavia non sono stati sospesi: molti di loro, al contrario, sono stati promossi e, come i colleghi presenti alla Diaz, ricoprono incarichi di grande responsabilità. A Bologna la procura ha aperto recentemente le indagini su strani personaggi che affiancavano la polizia locale in operazioni di ordine pubblico: sembra che facciano parte di un'associazione privata denominata  Corpo delle Pattuglie Cittadine; nel giugno 2005 si sono particolarmente distinti nel pestaggio di cittadini che manifestavano la loro contrarietà ad una parata militare, agendo fianco a fianco con i poliziotti. Sono solo alcuni esempi: che c'entrano con Filippo che non tornerà più a casa dai suoi bambini? C'entrano, secondo me, c'entrano molto. Perchè è inutile continuare a rivolgere appelli di pace al popolodelle tifoerie e chiedere che gli infiltrati e i violenti vengano isolati: questo non può avvenire finchè il ragazzo che va allo stadio vedrà nel poliziotto di fronte a lui il nemico. E' inutile, come ho già scritto troppe volte, trasmettere fiction televisive con commissari integerrimi e carabinieri eroici. E' inutile, anzi dannoso, rilasciare indiscriminati attestati di fiducia e solidarietà alle forze dell'ordine, sostenendo una generica difesa corporativa che scontenta tutti, a cominciare proprio da quegli agenti che vorrebbero veder riconosciuto il loro lavoro, pulito e onesto. Inutile: se davvero si vuole ricucire un rapporto di fiducia con la cittadinanza, tutta, occorre prima far pulizia negli apparati, cominciare a denunciare gli innumerevoli abusi commessi da uomini in divisa; occorre riprendere con decisione quell'opera di educazione democatica all'interno delle caserme che, ricordo, il popolo della sinistra chiedeva negli anni settanta e che abbiamo dimenticato strada facendo. E occorre dire ai padroni del Mercato, di fare un passo indietro. Anche per rispetto a Filippo.

da liberazione 04/02/07

giovedì, 01 febbraio 2007

Placanica scomodo

La verità fà male. Forse è quello che pensano anche gli apparati delle forze dell'ordine da quando Mario Placanica ha deciso di smontare la tesi che lo vedeva responsabile della morte di Carlo Giuliani.
Intanto di commissioni parlamentari sul G8 ancora neanche l'ombra...
Qua sotto il link all'articolo del corriere.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/placanica.shtml