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giovedì, 03 maggio 2007

Solidarietà con il comico Rivera

Non gli basta intervenire pesantemente pregiudicando il risultato di un referendum o mettersi di traverso impedendo al parlamento di pronunciarsi liberamente sulle leggi del nostro stato, adesso vogliono scegliere pure chi può farci ridere e cosa deve dire. E' da due giorni che tutti si accaniscono con l'unica cosa di buon senso, e diciamolo, di sinistra, che è stata detta al concertone del primo maggio. Tutti contro il povero Rivera che ha fatto due battute su temi importanti come l'arretratezza delle posizioni vaticane e l'eutanasia (unita allo strano concetto di pietà cristiana di cui parlavo anche in qualche post fà). E che cosa può aver mai detto Rivera da creare tanto scompiglio:

- «Il Papa ha detto che non crede nell'evoluzionismo. Sono d'accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»  eh sì...la teoria della discendenza dalle scimmie mette fuori gioco la favoletta della costola...come se esistesse ancora qualcuno al mondo che ci crede!

- «Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c'erano due malati di Sla, ma c'erano due ladroni». Perchè non è forse vero? ...i dittatori hanno più diritto ad un ritro cristiano cattolico che un poveraccio malato da tanti hanni che non ce la fà più a vivere nella sofferenza e chiede agli altri un po' di pietà.

Non c'è più niente in italia che parla di e alla sinistra, la svolta democratica dei diesse, con il discorso di Fassino all'ultimo congresso dice addio ad ogni aspirazione di laicità, mettendoci in una situazione peggiore di quella garantita anche durante i periodi di governo della DC.

Bravo Rivera...quando i politici non hanno il coraggio di dire certe cose, che almeno un comico ci faccia sorridere, anche se in bocca il gusto rimane amaro.

postato da: anaismoon alle ore 10:01 | link | commenti (1)
categorie: vaticano, eutanasia, laicità, ingerenza
venerdì, 13 aprile 2007

Dolce morte, non per noi.

    E' difficile ricominciare a scrivere del mondo e delle  sue amenità dopo aver affrontato un gradino così  alto e faticoso da  superare. Dato dunque che non riesco a parlare di  cose  troppo distanti dalla mia condizione, oggi  scriverò due righe sulla pietà, quella vera, e non dunque la buffonata cristiana,  e sulla sofferenza.
    Quello  che mi sento di dire  sul belpaese è che oggi, per un cane che soffre, in stato terminale di una malattia, viene usata più pietà che per una persona. Ad un certo punto è il veterinario che te lo dice "non c'è più niente da fare...consiglio una puntura per la soppressione per evitargli inutili sofferenze".
    Se purtroppo invece hai assistito una persona cara, un malato terminale di tumore, nei suoi ultimi istanti di vita ti può invece essere capitato di vedere quella persona consumarsi dal dolore e dalla sofferenza, ti può essere capitato di chiedere al dottore della morfina per chi ami, e il dottore, frenato dalla legislazione, e dal suo cinismo esasperato che salva la sua coscenza dal troppo coinvolgimento nella malattia del suo paziente e dal dolore dei suoi cari, che ti risponde "he no, ormai è arrivata ad un punto che se gli facessimo la morfina gli provocheremmo un collasso, i suoi organi si spengerebbero uno ad uno..."
    E così tutto accade con una lentezza straziante, fino al momento in cui solo il cuore, (forte era il cuore di mia madre, aveva sopportato pure il passaggio di una canula di un port-cat che si era rotta perchè glielo avevano messo male...), rimane a battere, in cui il respiro sembra quello di una macchina. Poi finalmente il coma, in cui speri che non senta più niente...

    Fino a che non ci passi non ti rendi conto di quanto serva una legge che ti tuteli negli ultimi istanti di una grave malattia. Un uomo o una donna lasciati morire tra atroci sofferenze, sono un uomo e una donna di cui non viene rispettata la loro dignità.

postato da: anaismoon alle ore 13:52 | link | commenti
categorie: life, eutanasia, cancro