Filippo è morto.Sul lavoro. Ne muoiono in media tre al giorno, sul lavoro, uccisi dalla precarietà, dallo sfruttamento, dalla mancanza di rispetto delle regole, dal Mercato. Ma Filippo ha una divisa, dello Stato. Ho sempre sofferto, per ogni morte; da cinque anni ogni morte mi fa soffrire il doppio e Filippo, a parte la divisa, potrebbe essere mio figlio. Chi è responsabile della morte di Filippo? Dicono gli Ultras, i criminali, dicono. M a chi ha da sempre, l'interesse a fomentare la tifoseria, ad eccitare gli animi? Il Mercato, naturalmente. Chi si autoassolve quando eccezionalmente vengono alla luce gliacquisti dei risultati finali, la compravendita di partite intere, la corruzione dei giudici (tali ci spiegano sono gli arbitri di un incontro di calcio)? I padroni del Mercato, ancora e sempre loro. Nel caso di Catania, in particolare, forti tensioni tra cittadini e Forze dell'Ordine si verificano già nei giorni immediatamente precedenti alla partita: non riguardano la tifoseria, riguardano il contrasto alla mafia in un quartiere cittadino che coinvolge donne e ragazzini. Di questo non veniamo informati dai grandi media che oggi mostrano tanto intreresse intorno alla morte di Filippo: la rivolta fuori dallo stadio si scatena, imprevedibile. Imprevedibile? Ma non avevano detto che si trattava di una partita a rischio? Perchè non è stata sospesa? Perchè non si è sospesa neanche quando i gas lacrimogeni hanno iniziato a invadere il campo? Neppure quando Filippo a cominciato a morire? Chi è responsabile della morte di Filippo? Spesso giovani tifosi mi hanno raccontato che, fermati dopo una partita, sono stati portati in caserma e costretti a percorrere il "corridoio": due file di poliziotti che con manganelli, calci, pugni e sputi colpiscono alla cieca. Nessun verbale di fermo, nessuna denuncia. Una punizione, o una prova di forza, che hanno conosciuto anche i manifestanti di varia nazionalità portati nella caserma di Bolzaneto, nel 2001 qui a Genova. C'è un processo in corso a carico dei dirigenti delle varie polizie che tuttavia non sono stati sospesi: molti di loro, al contrario, sono stati promossi e, come i colleghi presenti alla Diaz, ricoprono incarichi di grande responsabilità. A Bologna la procura ha aperto recentemente le indagini su strani personaggi che affiancavano la polizia locale in operazioni di ordine pubblico: sembra che facciano parte di un'associazione privata denominata Corpo delle Pattuglie Cittadine; nel giugno 2005 si sono particolarmente distinti nel pestaggio di cittadini che manifestavano la loro contrarietà ad una parata militare, agendo fianco a fianco con i poliziotti. Sono solo alcuni esempi: che c'entrano con Filippo che non tornerà più a casa dai suoi bambini? C'entrano, secondo me, c'entrano molto. Perchè è inutile continuare a rivolgere appelli di pace al popolodelle tifoerie e chiedere che gli infiltrati e i violenti vengano isolati: questo non può avvenire finchè il ragazzo che va allo stadio vedrà nel poliziotto di fronte a lui il nemico. E' inutile, come ho già scritto troppe volte, trasmettere fiction televisive con commissari integerrimi e carabinieri eroici. E' inutile, anzi dannoso, rilasciare indiscriminati attestati di fiducia e solidarietà alle forze dell'ordine, sostenendo una generica difesa corporativa che scontenta tutti, a cominciare proprio da quegli agenti che vorrebbero veder riconosciuto il loro lavoro, pulito e onesto. Inutile: se davvero si vuole ricucire un rapporto di fiducia con la cittadinanza, tutta, occorre prima far pulizia negli apparati, cominciare a denunciare gli innumerevoli abusi commessi da uomini in divisa; occorre riprendere con decisione quell'opera di educazione democatica all'interno delle caserme che, ricordo, il popolo della sinistra chiedeva negli anni settanta e che abbiamo dimenticato strada facendo. E occorre dire ai padroni del Mercato, di fare un passo indietro. Anche per rispetto a Filippo.
da liberazione 04/02/07
postato da:
anaismoon alle ore 16:30 |
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