Chi sono

Utente: anaismoon
Nome: luna
comunicatrice in erba!

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
venerdì, 16 novembre 2007

La Taser colpisce ancora

Ieri a Vancouver, un uomo polacco che non parlava inglese e non riusciva a farsi capire, aveva dato in escandescenza davanti alla polizia all'aeroporto; i poliziotti l'hanno immobilizzato usando le pistole Taser (per capirci i nuovi giocattolini che sparano scariche elettriche).
Risultato: il ragazzo è morto. E non è il solo, dal 2003 sono morte 18 persone venute a contatto con la scarica elettrica di queste meraviglie da guerre stellari.



Ma dategli un pallone...

postato da: anaismoon alle ore 10:14 | link | commenti
categorie: polizia, taser
lunedì, 09 luglio 2007

Aggiornamenti sul G8

Un'altro aggiornamento su Genova 2001...adesso saltano fuori le dichiarazioni false delle persone che furono portate a bolzaneto: sì, perchè sembra che agli atti, tutti quelli che furono portati in quella caserma, picchiati e torturati (piercing strappati...) abbiano dichiarato "di non temere per la propria incolumità fisica, di non voler parlare con i propri familiari o con un legale..."

altro pezzo del puzzle...se andiamo avanti di questo passo, forse fra un anno o due si saprà quasi tutto.
Sì, quasi, perchè si parla delle responsabilità della polizia, dei singoli poliziotti, dei dirigenti, ma la responsabilità politica del massacro non viene mai menzionata: che ci faceva Fini nei posti di comando di quell'operazione,  cuffie alle orecchie e ascoltava la musica? benda sugli occhi e giocava a mosca cieca?
Perchè nessuno verifica quali sono state le sue implicazioni in quelle giornate?

questo forse non lo sapremo mai...


http://www.repubblica.it/2007/06/sezioni/cronaca/g8-genova/documenti-bolzaneto/documenti-bolzaneto.html

postato da: anaismoon alle ore 09:59 | link | commenti
categorie: genova, 2001, manganelli, polizia, giuliani, bolzaneto, massacro, diaz, g8
mercoledì, 13 giugno 2007

la Diaz come una macelleria

   
Finalmente qualcuno incomincia a parlare...incollo di seguito l'articolo del corriere della sera.
Uno dei feriti uscito dalla scuola Diaz (Internet)
Uno dei feriti uscito dalla scuola Diaz (Internet)
GENOVA
- Sugli incidenti accaduti a Genova in occasione del G8 è arrivata un'ammissione importante: «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È questa la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. In aula, Fournier ha fornito infatti una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, ma veri e propri pestaggi ancora in atto.
«I POLIZIOTTI HANNO INFIERITO» - «Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto Fournier - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. «Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano».
«HO DETTO DI CHIAMARE LE AMBULANZE» - Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze». Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo».
«HA SBAGLIATO A TACERE» - «Il dottor Michelangelo Forrnier - scrive in un comunicato il Comitato Verità e Giustizia per Genova - ha sbagliato a tacere per sei anni su quello che ha visto dentro la scuola Diaz. Proprio lo "spirito di appartenenza" avrebbe dovuto spingerlo a raccontare tutto e subito. Solo così avrebbe servito nel migliore dei modi, con lealtà e responsabilità, lo stato di cui è funzionario. Ad ogni modo, sia pure in ritardo, ha raccontato ciò che ha visto, confermando le testimonianze di decine di persone. Il dottor Fournier ha parlato di "macelleria messicana". L'attuale ministro degli Esteri, nel 2001, parlò di "notte cilena". Si ricorre all'esotismo, ma siamo di fronte a una "perquisizione all'italiana" che ha macchiato la credibilità della polizia e dello stato. A questo punto chiediamo: il capo della polizia non ha niente da dire? Il ministro degli Interni farà finta di nulla anche stavolta? Il parlamento continuerà a tenere in un cassetto la legge sulla commissione d'inchiesta?
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA - «La testimonianza resa da Michelangelo Fournier è l'ennesima conferma della necessità di istituire quella commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, prevista nel programma di governo dell'Unione e che il centrodestra, nella precedente legislatura, ha sempre negato». Lo afferma il vice presidente della Camera e parlamentare della Sd, Carlo Leoni, commentando la deposizione di oggi presso il tribunale penale di Genova.

postato da: anaismoon alle ore 16:20 | link | commenti
categorie: giustizia, genova, 2001, manganelli, repressione, polizia, carabinieri, scontri, diaz, g8
mercoledì, 14 febbraio 2007

Amato terrorista: non cadiamo nella trappola

Sabato a Vicenza si rischia di nuovo il macello. Il governo, stupidamente, sembra che stia chiamando gli scontri per screditare la manifestazione e dunque bollare come violenti coloro che si oppongono alla base.
Non ci si ricorda però che mandare quella gente a prendersi le manganellate da una polizia incattivita, vuol dire mandare al macello chi ti ha votato, quel movimento per la pace che ha grandemente contribuito alla sconfitta di berlusconi...

da www.corriere.it:

Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato (Ansa)
Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato (Ansa)
ROMA -
La manifestazione di Vicenza di sabato prossimo, organizzata per protestare contro l'allargamento della base Nato attorno all'aeroporto Dal Molin, potrebbe essere l'occasione per una recrudescenza del clima di diffusa ostilità nei confronti della politica e delle forze dell'ordine. Un appuntamento che, alla luce dei recenti fatti di cronaca negli stadi e degli arresti del gruppo di neobrigatisti - molti dei quali provenienti proprio dall'area dell'antagonismo veneto - scaturiti dall'inchiesta della procura di Milano, potrebbe finire col convogliare forme di odio e di violenza nei confronti degli agenti di polizia. E' questo uno dei passaggi dell'intervento alla Camera del ministro dell'Interno, Giuliano Amato (■ Guarda il video). Per il responsabile del Viminale la manifestazione potrebbe essere l'occasione di «saldare spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell'ordine». Per questo, ha sottolineato Amato, sarà necessario che «che tutti coloro che siedono in questo Parlamento in quella occasione esprimeranno invece l'atteggiamento opposto».

postato da: anaismoon alle ore 15:01 | link | commenti
categorie: manganelli, repressione, polizia, scontri
domenica, 04 febbraio 2007

Filippo Raciti: lettera di Haidi Giuliani

Filippo è morto.Sul lavoro. Ne muoiono in media tre al giorno, sul lavoro, uccisi dalla precarietà, dallo sfruttamento, dalla mancanza di rispetto delle regole, dal Mercato. Ma Filippo ha una divisa, dello Stato. Ho sempre sofferto, per ogni morte; da cinque anni ogni morte mi fa soffrire il doppio e Filippo, a parte la divisa, potrebbe essere mio figlio. Chi è responsabile della morte di Filippo? Dicono gli Ultras, i criminali, dicono. M a chi ha da sempre, l'interesse a fomentare la tifoseria, ad eccitare gli animi? Il Mercato, naturalmente. Chi si autoassolve quando eccezionalmente vengono alla luce gliacquisti dei risultati finali, la compravendita di partite intere, la corruzione dei giudici (tali ci spiegano sono gli arbitri di un incontro di calcio)? I padroni del Mercato, ancora e sempre loro. Nel caso di Catania, in particolare, forti tensioni tra cittadini e Forze dell'Ordine si verificano già nei giorni immediatamente precedenti alla partita: non riguardano la tifoseria, riguardano il contrasto alla mafia in un quartiere cittadino che coinvolge donne e ragazzini. Di questo non veniamo informati dai grandi media che oggi mostrano tanto intreresse intorno alla morte di Filippo: la rivolta fuori dallo stadio si scatena, imprevedibile. Imprevedibile? Ma non avevano detto che si trattava di una partita a rischio? Perchè non è stata sospesa? Perchè non si è sospesa neanche quando i gas lacrimogeni hanno iniziato a invadere il campo? Neppure quando Filippo a cominciato a morire? Chi è responsabile della morte di Filippo? Spesso giovani tifosi mi hanno raccontato che, fermati dopo una partita, sono stati portati in caserma e costretti a percorrere il "corridoio": due file di poliziotti che con manganelli, calci, pugni e sputi colpiscono alla cieca. Nessun verbale di fermo, nessuna denuncia. Una punizione, o una prova di forza, che hanno conosciuto anche i manifestanti di varia nazionalità portati nella caserma di Bolzaneto, nel 2001 qui a Genova. C'è un processo in corso a carico dei dirigenti delle varie polizie che tuttavia non sono stati sospesi: molti di loro, al contrario, sono stati promossi e, come i colleghi presenti alla Diaz, ricoprono incarichi di grande responsabilità. A Bologna la procura ha aperto recentemente le indagini su strani personaggi che affiancavano la polizia locale in operazioni di ordine pubblico: sembra che facciano parte di un'associazione privata denominata  Corpo delle Pattuglie Cittadine; nel giugno 2005 si sono particolarmente distinti nel pestaggio di cittadini che manifestavano la loro contrarietà ad una parata militare, agendo fianco a fianco con i poliziotti. Sono solo alcuni esempi: che c'entrano con Filippo che non tornerà più a casa dai suoi bambini? C'entrano, secondo me, c'entrano molto. Perchè è inutile continuare a rivolgere appelli di pace al popolodelle tifoerie e chiedere che gli infiltrati e i violenti vengano isolati: questo non può avvenire finchè il ragazzo che va allo stadio vedrà nel poliziotto di fronte a lui il nemico. E' inutile, come ho già scritto troppe volte, trasmettere fiction televisive con commissari integerrimi e carabinieri eroici. E' inutile, anzi dannoso, rilasciare indiscriminati attestati di fiducia e solidarietà alle forze dell'ordine, sostenendo una generica difesa corporativa che scontenta tutti, a cominciare proprio da quegli agenti che vorrebbero veder riconosciuto il loro lavoro, pulito e onesto. Inutile: se davvero si vuole ricucire un rapporto di fiducia con la cittadinanza, tutta, occorre prima far pulizia negli apparati, cominciare a denunciare gli innumerevoli abusi commessi da uomini in divisa; occorre riprendere con decisione quell'opera di educazione democatica all'interno delle caserme che, ricordo, il popolo della sinistra chiedeva negli anni settanta e che abbiamo dimenticato strada facendo. E occorre dire ai padroni del Mercato, di fare un passo indietro. Anche per rispetto a Filippo.

da liberazione 04/02/07

giovedì, 01 febbraio 2007

Placanica scomodo

La verità fà male. Forse è quello che pensano anche gli apparati delle forze dell'ordine da quando Mario Placanica ha deciso di smontare la tesi che lo vedeva responsabile della morte di Carlo Giuliani.
Intanto di commissioni parlamentari sul G8 ancora neanche l'ombra...
Qua sotto il link all'articolo del corriere.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/01_Gennaio/31/placanica.shtml

mercoledì, 31 gennaio 2007

ESC: sgomberato e rioccupato!

Ieri 30 gennaio le forze dell'ordine hanno sgomberato l'atelier occupato ESC nel quartiere San Lorenzo,  Roma.
Questo il comunicato degli occupanti:

Comunicato di ESC-Roma

Questa mattina alle ore 7 viene sgomberato ESC, spazio occupato nel quartiere di San Lorenzo, luogo di interfaccia tra università e metropoli che da due anni produce iniziative culturali, politiche e formative. Tutto ciò accade nel momento in cui veniva da poco conclusa la trattativa, che ha visto allo stesso tavolo proprietà, occupanti e Comune di Roma: l’accordo raggiunto consisteva nell’assegnazione dello spazio con l’intermediazione del Comune di Roma. Questa mattina l’inaspettato e paradossale colpo di mano. Prefettura e Magistratura, in compagnia del proprietario dello stabile e alla presenza dei vertici di Digos e Questura, procedono allo sgombero dello spazio, sequestrando i materiali contenuti all’interno, procedendo al cambio di serratura e sigillando i locali, nonchè presidiando l’intera zona con camionette, poliziotti e carabinieri al fine di bloccare l’accesso. Se l’iniziativa di Prefettura e Magistratura fosse effettivamente avvenuta in modo isolato e slegato dall’amministrazione comunale, così come quest’ultima sostiene, ciò indicherebbe una loro preoccupante autonomizzazione e libertà di azione contro chi costruisce spazi sociali autogestiti in questa città, che una volta di più si rivela solo apparentemente pacificata. Se così fosse, ancora, il Comune di Roma - conseguentemente alle predicate istanze di "democrazia partecipativa" - deve prendere una decisa e inequivocabile posizione politica nei confronti di quanto avvenuto, formalizzando in via definitiva la trattativa e rendendo immediatamente esecutiva l’assegnazione dello spazio. Una cosa è certa: indipendentemente dallo scontro di poteri evidentemente in atto nella Città di Roma, i movimenti si riprenderanno i loro spazi.

Mobilitazione ore 16 piazzale Aldo Moro (università La Sapienza)
Esc - Roma

Alle 18,00 il centro sociale è stato rioccupato senza scontri e senza il minimo intervento delle forze dell'ordine. La cosa fa pensare che effettivamente possa essere stata un'azione slegata dei vertici di polizia e proprietà senza l'accordo con il comune. La stretta sugli spazi sociali occupati nella capitale comunque inizia ad essere evidente, a pochi mesi dallo sgombero dell' ANGELO MAI.
Nei prossimi giorni vedo di mettere on-line foto e filmati.


postato da: anaismoon alle ore 09:58 | link | commenti
categorie: life, sinistra, antifascismo, polizia, copyleft, sgombero, esc
giovedì, 18 gennaio 2007

VERGOGNA!!!!!

Il processo farsa sulla notte della democrazia italiana, trasformata in quei due giorni del 2001 in una quotidianità dal sapore cileno, non riporterà la giustizia, ma come ormai era chiaro, sta solamente cercando di mettere una pezza su quegli eventi, aspettando che gli italiani, ignoranti, volubili e con la memoria corta, si dimentichino di quello che è successo non solo nella scuola diaz, ma in tutte quelle giornate di straordinaria partecipazione e riappropiazione di uno spazio, fisico e politico che la popolazione, o meglio "i fottuti di sempre", reclamavano ai grandi burattinai del mondo.

La nostra generazione ha un compito: fare in modo che ciò che abbiamo vissuto, chi sulla propria pelle, chi da casa attaccato alla televisione, non sia mai dimenticato. E ogni tanto, quando parliamo con qualcuno più piccolo, chiediamogli se si ricorda, se sà cosa è successo a Genova...e se vediamo che c'è confusione, o che l'amico davanti a noi non sà di che cosa stiamo parlando, facciamogli vedere uno dei tanti filmati che sono usciti nei mesi seguenti. Fa bene a lui...e fa bene anche a noi.

Il governo che prometteva discontinuità deve al più presto dotarsi di quella commissione parlamentare di verifica sui fatti del G8. Commissione che una madre con il cuore spezzato, è andata a reclamare fino alle stanze del parlamento, ma che per ora ha incassato soltanto rifiuti.
Questa è la democrazia ...baby!

ecco l'articolo su "la stampa" comparso un'oretta fà...
Processo G8, persi i corpi del reato
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200701articoli/16775girata.asp  
Giallo sulle finte molotov "ritrovate" dalla polizia nell'irruzione alla scuola Diaz
ALESSANDRA PIERACCI
GENOVA
Sono sparite, forse distrutte, le due bottiglie molotov che costituiscono una prova determinante nel processo contro gli alti dirigenti di polizia coinvolti nella sanguinosa notte dei manganelli alla scuola Diaz, durante il G8, nel luglio 2001. Sono le armi con le quali si sarebbe tentato di giustificare l’irruzione nei locali trasformati in dormitorio per i manifestanti e l’arresto di 93 persone (93 racconti di pestaggi a freddo), riconosciute poi da un funzionario di polizia come le molotov sequestrate ore prima durante i disordini in altra parte della città.

Sparite nel nulla
Le bottiglie, molto particolari perché con l’etichetta di un vino pregiato, non si trovano: non sono nella cancellaria del Tribunale dove vengono conservati i reperti inerenti al dibattimento e il responsabile dell’ufficio corpi di reato, Sergio Bruschi, sembra sicuro di non averle mai viste e comunque certamente mai registrate. Non ne sa nulla il vicequestore Borrè, che era stato incaricato dalla Procura di condurre le indagini sull’irruzione nella scuola.

Le tracce si perdono dopo i rilevamenti dattiloscopici sul vetro. Oggi verranno controllati tutti i quaranta scatoloni che contengono i reperti dell’inchiesta, ma si fa strada un’ipotesi inquietante. Le bottiglie molotov, come tutto il materiale esplosivo, sono conservate nell’armeria della questura. Periodicamente viene inoltrata alla Procura una richiesta di distruzione. Nulla al momento può far escludere che anche le molotov della Diaz, come le altre recuperate durante i tre giorni di devastazioni, siano state fatte brillare:l’autorizzazione è stata chiesta.

Conseguenze sul processo
I pm, Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, sembrano tranquilli, mentre alcuni tra gli avvocati difensori ora partono alla carica: «Le fotografie di un oggetto - commenta Alfredo Biondi, difensore del vicequestore Pietro Troiani - non possono sostituire l’oggetto corpo del reato, che deve essere materialmente riconosciuto». «Abbiamo un argomento formidabile - dice Maurizio Mascia, legale dell’allora capo della Digos Mortola, attualmente vicequestore vicario a Torino, e dell’allora capo della Mobile, Dominici, vicequestore vicario a Brescia - Se le accuse di prove costruite ad hoc si basano sulle anomalie di due bottiglie sequestrate nel pomeriggio, non repertate, non registrate nei verbali, circolate liberamente e passate di mano in mano fino a notte nonostante fossero sotto sequestro, l’attuale situazione dimostra come le anomalie siano una normale possibilità».

Il caso delle molotov dissolte è esploso ieri, durante l’ennesima udienza del processo. Da due giorni erano stati convocati come testi il generale Valerio Donnini e Maurizio Piccolotti, che avevano avuto a che fare con le bottiglie incendiarie. I difensori dei funzionari coinvolti hanno chiesto il riconoscimento dell’oggetto del reato durante l’esame testimoniale. Il presidente del Tribunale ha disposto l’acquisizione delle bottiglie, ma nessuno è stato in grado di dire dove fossero. E’ stato convocato di corsa il vicequestore Borrè, il vicecapo della Mobile che proprio nell’udienza precedente aveva testimoniato sulle indagini effettuate, ma nemmeno lui è stato in grado di risolvere il mistero. Resta la possibilità che le due bottiglie si siano «perse», rubricate non si sa dove, in merito a qualcuno dei fascicoli stralciati dal corpo principale del processo.